Il fantastico mondo di SirDiC

vietato ai puri di cuore

Posts Tagged ‘washlet’

33 – Comunione in nudità – parte prima

Posted by SirDiC on 16 dicembre 2010

Un giorno mi trovavo in una libreria, una delle più grandi e frequentate di Tokyo. A un certo punto sentii che mi scappava un bisognino importante e entrai in bagno. Il bagno era così tirato a lucido che tutta l’azione si svolse in modalità full contact con il water, ossia senza preparare strane mummie di carta igienica nella tavoletta. Poi lo spruzzo d’acqua, un’asciugatura con un getto di aria calda e di nuovo fresco come una rosa a cercare il libro che mi serviva.

Bene, che i bagni giapponesi siano generalmente puliti non è una novità. Ma perché lo sono? Forse perché i giapponesi sono così educati che non li sporcano? O perché li puliscono spesso?
Per avere la risposta bisogna andare all’onsen.
Non amo particolarmente andare agli onsen, ma a volte capita che proprio non riesco a sottrarmi da questa seccatura. Per chi non lo sapesse, gli onsen sono stazioni termali dove ci si fa il bagno tutti ignudi. Tutti ci vanno volentieri perché sono l’occasione per staccare dal lavoro e rilassarsi, e pare che le acque termali abbiano delle proprietà terapeutiche. Ecco allora che quando mi viene proposto di andare all’onsen e non ho più scuse per sottrarmi da questa seccatura, evviva, sorrido entusiasta facendo buon viso al cattivo gioco di dovermi ritrovare ammollo in una piscina con altri maschi nudi.
Prima di entrare in vasca ci si deve lavare in una specie di doccia seduti su uno sgabellino. Non so se sia culturalmente ammesso pisciarci, ma devo ammettere che lo stimolo è forte. Dunque chi mi ha preceduto pochi minuti prima, oltre ad aver strusciato il suo lurido fondoschiena sullo sgabellino dove sono seduto adesso, potrebbe anche avermi lasciato qualche altro ricordino. Mi sale sulla schiena un piccolo brivido.
Lo spettacolo che si presenta in vasca poi non è dei migliori, se uno non è interessato all’anatomia maschile, a meno che non voglia guardare i cazzi degli altri per bearsi della propria superiorità.

I frequentatori dell’onsen si dividono in due categorie: quelli che mostrano le pudenda con nonchalance e quelli che le coprono timidamente con un asciugamani. I primi, poverini, hanno dei cazzini piiiiiiccoli piccoli. Forse si mostrano solo per esorcizzare la vergogna: se fossi al posto loro, mi sparerei. Se loro sono messi così male, figuriamoci allora come ce lo devono avere quelli che si coprono. E allora, aguzzata la coda dell’occhio, i raggi indiscreti della super-vista si infilano acrobaticamente tra le pieghe fluttuanti dell’asciugamani del passante di turno. E scoprono per il mio grande stupore che il tale è dotato di un coso abbastanza normale, non dico come il mio multifunzione ma insomma.  Ecco quindi svelato un aspetto importante della misteriosa cultura orientale: il pene è un coso brutto, sporco, rovina l’armonia del corpo umano, quindi meno ce n’è e meglio è. Chi ne ha di più deve solo vergognarsi e nasconderlo come può, pena il pubblico ludibrio. Tutto il contrario quindi di quello che succede negli spogliatoi delle italiche palestre, dove sono proprio i proboscidati a fare avanti e indietro nudi facendo finta di aver dimenticato le mutande da qualche parte, e non interrompono la loro nauseante passeggiata fino a quando non sono sicuri di essere stati visti da tutti.

"Onsen"

Siamo vicini alla soluzione dell’enigma. Ricordate ai tempi della scuola quelli che per fare la pipì disertavano gli orinatoi e si chiudevano a doppia mandata nei gabinetti? O magari eravate tra quelli? “La pisciata è un momento di intimità con me stesso”, era la scusa ricorrente. Sì, come no. Perché non dite la verità? Avete paura che il vostro vicino di pisciata si accorga che avete l’uccellino più piccolo del suo. Vi chiudete in bagno, poi quando qualcuno deve fare un bisognino più importante è costretto prima ad aspettare i vostri comodi, e infine ad esibirsi in improbabili acrobazie sopra la tavoletta pisciata da voi.
Ecco finalmente la mia teoria che svela l’arcano sulla pulizia dei bagni: in Italia i minidotati si rinchiudono per la vergogna e bagnano tutto intorno perché non riescono neppure a tenerlo in mano. In Giappone accade il contrario: quelli che ne hanno di più si vergognano, quindi magari si chiudono pure in bagno ma hanno più presa, e quindi più mira. Tutto quadra. Come volevasi dimostrare.

"Intimità con sé stessi"

Vai all’articolo successivo

Posted in Tempo libero | Tagged: , , , | 4 Comments »

12 – Piscia, SirDiC ti ascolta. (revival post*)

Posted by SirDiC on 8 novembre 2010

Il superbo cesso tecnologico giapponese. Ha ispirato i vati di tutto il mondo, è stato descritto nei diari di tutti i viaggiatori che hanno attraversato il mar del Giappone, ha tenuto lontano i meno esperti, intimoriti dalla sua maestosità. La sua grande bocca riceve avida i nostri rifiuti, e all’azionamento dello sciacquone, grazie ai risultati di lunghe ricerche di Ingegneria idraulica, non c’è stronzo che possa lasciare la minima traccia del suo passaggio. Avvolto in un sudario di carta igienica, egli si dimena in un drammatico vortice, riemergendo più volte come per cercare affannosamente le ultime disperate boccate d’aria, prima di inabissarsi per sempre nelle fogne lasciando il WC perfettamente lindo. Pulizia e spettacolo, questa è la vera meraviglia tecnologica.
Il viaggiatore distratto, invece, tenderà a ricordare solamente i controlli elettronici, che ripetiamo per semplicità nonostante la letteratura sia ricca di informazioni. Il modello base consiste di tavoletta riscaldante con temperatura regolabile, doccia anti-tarzanello anch’essa regolabile non solo in temperatura ma pure in potenza (potenza 1= leggero solletico, potenza 5= feroce sodomia); le donne possono scegliere di indirizzare l’ugello un po’ più avanti per centrare le loro parti intime, e in più nei bagni delle donne (e in quelli misti, per quello lo so) si trova una funzione aggiuntiva: un rumore di sottofondo piuttosto alto, ovviamente di volume regolabile, che ricorda le onde del mare, e che dovrebbe camuffare altri rumori che poco si addicono alla grazia femminile.
Pochi invece sanno che, come in un accordo di pianoforte una nota stonata risalta sempre, il rumore delle onde non è l’ideale per nascondere il rumore di una pisciata (o peggio). Ecco così che quando SirDiC, nei bagni della ditta, sente le onde del mare (i bagni delle donne sono accanto a quelli degli uomini), è segno inequivocabile che una delle 4 donzelle che lavorano nella mia ditta sta per emettere terribili e scandalosi rumori. A questo punto non occorre neppure tendere l’orecchio più di tanto per captare ciò che le pulzelle volevano tanto nascondere.

Spesso all’uscita del bagno ci si incontra. “Ah, eri tu?” mi dice sorridendo la vacca, forse riferendosi ai miei rumori, senza sapere che siamo pari. E pensare che se non azionassero il rumore di fondo non mi accorgerei di nulla. Chissà che cosa ne pensano alla TOTO (la ditta monopolista assoluta dei cessi). Magari lo fanno apposta per prendersi gioco delle donzelle ignare, oppure credono davvero nell’efficacia del loro prodotto. In ogni caso, il concerto è assicurato. I vecchi perversi ringraziano.

*prima pubblicazione il 14 novembre 2007

"Piscia, SirDiC ti ascolta"

Vai all’articolo successivo

Posted in Lavoro | Tagged: | 1 Comment »