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43 – Il Vecchio Banana

Posted by SirDiC on 8 luglio 2011

Kamata la mattina. Una stazione molto interessante dal punto di vista antropologico, o forse zoologico. Il treno si ferma, scende la maggior parte della gente e ne sale altrettanta. La studentessa bruttarella cerca di piazzarsi di fronte a me perché sa che scendo fra due stazioni, ma il pachiderma di Kamata la anticipa quasi sempre e con l’ombra imponente del suo pancione la invita a desistere. La pachiderma di Kamata non si è più fatta vedere dopo il terremoto, e così pure la strafiga la cui vista ogni tanto mi consolava.
E nel caos del ricambio di gente si distingue il Vecchio Banana, un tale della apparente età fra i 55 e i 60 anni, che suppongo stia andando al lavoro perché indossa sempre un abito. Sempre lo stesso, ora che ci penso.
Deve essere molto allergico al polline perché in primavera si presenta con una mascherina tirata su fino agli occhi, un cappello abbassato fino agli occhi e degli occhiali antipolline che gli coprono quel poco che resta. Ma ora che siamo in estate, abbandonata la sua armatura antipolline, mostra le sue fattezze in tutto il loro splendore: gobba, spalle ricurve e una faccia da chi ha passato tutta la vita chiuso in casa a [censura].
Sale sul treno cercando di anticipare la gente che sta scendendo, percorre il vagone di corsa sgomitando tra le altre persone e si lancia su un posto libero. Poi, una volta seduto, tira fuori un tablet PC e continua il viaggio chino su di esso, immerso in un mondo tutto suo, dimentico di tutto il resto.

Sta leggendo dei manga. Neppure manga per un pubblico vagamente adulto, ma da ragazzini delle scuole elementari. Che uomo di spessore.

Ma a volte non gli va tanto bene. Sale sul treno, corre, sgomita, si dirige verso il posto libero più vicino che è quello al centro della carrozza, ma quando si accorge che nel frattempo si sta liberando un posto H gli si illuminano gli occhi; cambia direzione, sgomita, sgomita ma stavolta qualcuno è più veloce di lui. Torna al sedile al centro ma ormai è troppo tardi, il posto è stato già occupato così come tutti gli altri posti. Niente da fare. Il Vecchio Banana borbotta qualcosa, ma anziché viaggiare in piedi scende senza smettere di brontolare, e aspetta il treno successivo. Che uomo di spessore. Già detto? Mi scuso.
Su, banana, non prendertela: del resto, sono solo manga.

" Che uomo di spessore. "

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