38 – Il dentista

Lo studio del mio dentista sembra un porcile. Però costa poco e non trovo mai la fila e quindi, da quando quel vecchio tirchio del mio datore di lavoro mi ci accompagnò per la prima volta, continuo ad andarci ormai da anni. Il dente è sempre lo stesso; quella minuscola carie che era all’inizio, a furia di perdere e rifare le otturazioni si è trasformata in una gigantesca cavità. Comunque, igiene e bravura del dentista a parte, non ho niente di che lamentarmi.
Mi riceve sempre una simpatica pollastrella che parla in un modo un po’ strano. Inizialmente pensavo che il suo modo di parlare, lento e con una voce innaturale come se si stesse rivolgendo a un bambino piccolo, fosse in realtà una cortesia nei confronti di me straniero per farsi capire meglio. Invece ho notato che parla così anche ai clienti giapponesi, e anche le altre aiutanti del dentista parlano allo stesso modo.
La tipa, che si fa chiamare HIME anche se non è questo il suo vero nome, mi fa accomodare nella poltrona e mi mette una coperta sulle gambe per il freddo. Mentre sistema la lampada, una tetta passa pericolosamente a portata di morso.
Il vassoio degli strumenti sembra non essere stato riordinato dalla visita precedente. Si notano schizzi di sangue e medicine dappertutto, e le parti di plastica delle attrezzature sono rigate da colate secche di liquidi gialli, verdi e marrone. Frugando nelle pieghe della poltrona si trovano facilmente pezzi di denti, carne mummificata e altri reperti interessanti.
Dopo avermi chiesto quale sia il problema, la tipa si allontana per riferirlo al dottore, che ancora non si è fatto vedere. Mi giro e vedo alle mie spalle una specie di retrobottega con cucina annessa piena di vasellame sporco. Sopra un tavolo sono buttati alla rinfusa vestiti, coperte e un barattolo di caffè solubile.
Dopo alcuni minuti arriva finalmente Lui, la Star, il Dottore.
Il dottore mi visita sommariamente e decide che devo fare la radiografia. Allora Hime mi conduce dentro l’apposita stanzetta e fa i dovuti preparativi, ma poi, anziché allontanarsi come fanno di solito, rimane con me dentro la stanza durante la radiografia. Forse è per quello che parlano tutte come sceme, sarà la sovraesposizione ai raggi X.
Poi si torna in postazione. Hime mi mette al collo un bavaglino: non di quelli di carta usa e getta, ma di stoffa bianca, pieno di macchie di sangue che i lavaggi non sono riusciti a eliminare, e mentre il dentista è all’opera la pulzella mi tiene la bocca aperta con le dita nude. Mi piace illudermi che lo stia facendo solo per me, comunque fra una trapanata e l’altra ne approfitto per darle una leccatina alle dita, con la scusa che non so dove mettere la lingua.
Nello studio ci sono più poltrone, e le poche volte che ci sono altri pazienti il dentista li segue contemporaneamente, andando un po’ di qua e un po’ di là, mentre Hime e le altre intrattengono i pazienti che in quel momento non sono assistiti. Ogni tanto sento il rumore di un raschiamento di gola, e quando mi giro incuriosito faccio giusto in tempo a vedere il tizio di turno rigurgitare nella sputacchiera un liquido vischioso venato di sangue.
Poi finalmente si termina. Il costo dell’otturazione è di pochi spiccioli. E se l’otturazione salterà subito poco importa, la prossima volta sarà gratis.
Dopo che Hime mi ha salutato con la sua solita vocina scema mi avvio verso l’uscita, rimettendomi le scarpe e lasciando le ciabatte nel cesto delle ciabatte usate. Le ciabatte usate vengono infatti scrupolosamente separate da quelle sterilizzate, ed è una cosa che ho visto fare solo qui. Se c’è una cosa che detesto è proprio mettermi le ciabatte che hanno usato tutti. Meno male che, almeno qui, all’igiene ci tengono.

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10 Responses to 38 – Il dentista

  1. SirDiC ha detto:

    Per problemi tecnici non ho potuto pubblicare il post che avevo promesso, ma arrivera’ anche quello!

  2. Nicola ha detto:

    Che bello! Ci vorrebbero delle foto fatte di nascosto a Hime 😀

  3. arisio ha detto:

    Che sapore hanno le dita di Hime? Le unghie sono pittate?

    A.

  4. SirDiC ha detto:

    Volevo farle le foto, ma sono stufo di comprare quelle microtelecamere che si guastano subito 🙂
    e le dita non hanno sapore di niente. Forse si lava, che delusione! 🙂

    • arisio ha detto:

      Come “forse si lava”…ma dai, da quando in qua le infermiere non hanno umori sui polpastrelli…forse e’ colpa dell’anestetico che ti iniettano rendere inerti le tue papille gustative….
      A.

  5. Portinaio ha detto:

    Lectospirosi a parte quanto si prende per un’igiene? Il mio dentista 120 euro e ha la porsche!

  6. SirDiC ha detto:

    vedo che Hime ha suscitato la vostra curiosita’. Ma non ve la presento, e’ mia! :p

    • arisio ha detto:

      Ci ho fatto un articolo sulla rivista “SUKEBE” sul mito dell’infermiera nell’immaginario maschile nipponico….comprenderai quindi che Hime….

      A.

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