35 – Dal dottore

Inverno. Tempo di raffreddori, influenze e malanni vari. Tremate, o voi che col vostro fisico gracile e debilitato dalla lotta per la sopravvivenza incappate facilmente in questi acciacchi. Tremate, o voi che credendovi immuni non avete preso le precauzioni del caso. I virus giapponesi non perdonano. I medici neppure.
Se vivete con un/a giapponese, la cosa migliore che vi possa capitare è essere obbligati ad andare dal dottore. Perché il raffreddore non passa da solo come ci hanno insegnato le nonne; non bisogna bere aranciata, mettersi a letto e aspettare che passi. No. Bisogna riempirsi di medicine, a ogni costo. E per avere le medicine bisogna fare una camminata straziante con la febbre alta per raggiungere l’ospedale dove vi aspetta il pusher, il vostro Salvatore, il Dottore. Questi, dopo una visita sommaria, senza chiedervi nulla tirerà fuori uno strano oggetto. Un bastoncino ovattato lungo circa 20cm con il quale, come vi sarà spiegato, vi sarà prelevato un campione dalla faringe. Il campione sarà poi analizzato in modo da capire se quello che avete è raffreddore oppure influenza, e di conseguenza decidere l’inutile medicina da prescrivere. Accidenti a questi fottuti dottori giapponesi che non ti sanno diagnosticare l’influenza senza aprirti in due.
Siete già rassegnati a dovervi sottoporre a un esame invasivo e aprite la bocca, ma NO, vi spiega il dottore, il campione va prelevato per via nasale. In altri termini bisogna sottoporsi al famigerato tampone rinofaringeo, una delle torture più orribili che si possano immaginare.
Al vostro cortese rifiuto, il dottore farà una faccia sorpresa. In vent’anni di professione, nessuno si era mai rifiutato di sottoporsi a un esame così innocuo. Incredulo, il dottore insisterà, con le infermiere che gli danno manforte. Non sono affari vostri se volete guarire oppure tenervi il raffreddore, il trattamento è obbligatorio. La discussione si accende, si alzano i toni , arrivano infermiere dagli altri reparti a vedere cosa sta succedendo. Per non costringere gli altri pazienti ad aspettare troppo, sarete accompagnati nuovamente in sala d’aspetto dove continuerete a dare spettacolo della vostra fifa. Vi saranno raccontate storie umilianti di bambini coraggiosi che si sottopongono al test senza fiatare, anzi felici; i vecchi vi guarderanno storto, avrete tutti gli occhi puntati addosso, ma in fondo siete dei simpaticoni. Praticamente ormai siete diventati la mascotte dell’ospedale.
Ma dopo una mezz’ora anche il dottore si stanca, e si arriva finalmente a un compromesso: il prelievo avverrà per via orale.
Il primo tentativo va a vuoto, con il bastoncino reso inutilizzabile da un morso disperato. Ma alla seconda prova, il bastoncino maneggiato abilmente dall’infermiera si infila nei meandri faringei per depositarsi sul fondo, dove raccoglie il prezioso nettare. Prima di essere estratto, il bastoncino gira su se stesso un paio di volte, facendo salire un rigurgito che se non avessi lo stomaco vuoto vorrei scaricare addosso a quella maledetta infermiera.
Infine arriva il verdetto: raffreddore. Il dottore, soddisfatto, prescrive le medicine. Cinque farmaci diversi da prendere tre volte al giorno. Sciroppo, antivirale, preparato per gargarismi, medicina per lo stomaco 1 e medicina per lo stomaco 2. Perché anche se non vi fa male la pancia, a quanto pare è da lì che partono tutti i mali. Qualunque cosa abbiate, vi prescriveranno la medicina per lo stomaco.
Frontiere della medicina o pura stregoneria? Nel dubbio giro con la mascherina da settembre a giugno. Meglio evitare certe esperienze.

"I virus giapponesi"

(based on a true story ca. 2005)

Vai all’articolo successivo

15 Responses to 35 – Dal dottore

  1. mamoru ha detto:

    “In altri termini bisogna sottoporsi al famigerato tampone rinofaringeo, una delle torture piu’ orribili che si possano immaginare.”

    Io stavo gia’ pensando al prelievo per via rettale…evidentemente sono piu’ sadico dei giapponesi.Ma se sospettano la polminite che fanno al posto degli rx… te li asportano direttamente?

    Seriamente: io ad una richiesta simile sarei scappato. Poi magari c’era sotto una mezza truffa per il rimborso della prestazioni mediche (inutili) come per quel ospedale di Nara di alcune settimane fa.

    PS Indovino da dove ti e’ venuta l’ispirazione per il post? 😀

    • SirDiC ha detto:

      boooohh! forse volevano usarmi come cavia o forse il medico era davvero un cane (molto probabile)! L’ispirazione mi e’ venuta dalla mia esperienza di qualche anno fa che si e’ svolta proprio cosi’. Qualche tempo dopo lessi da qualche parte che il metodo diagnostico sarebbe arrivato anche in italia, ma non so se lo applichino veramente! Secondo me non vale la pena sottoporsi a quella tortura per un banale raffreddore, ma loro sono pazzi! 🙂

  2. Kazu ha detto:

    Mi hai fatto sbellicare, come al solito 😀 Pensa che mi sono sottoposta alla torturina del tampone giusto un paio di settimane fa, in occasione del mio primo raffreddore giapponese.
    Al lavoro ci hanno fatto firmare una circolare dove prendiamo atto che, in caso di assenza per malanni, il test dell’influenza è obbligatorio 😀
    Mi sono così dovuta recare all’ospedale più vicino, ancora febbricitante e in versione fantasma, per farmi fare questo famoso test (e, chiaramente, ricevere la mia dose sproporzionata di farmaci). La cosa però è stata davvero indolore, dato che il tamponcino me lo sono infilata da sola nel naso (tanto solletico ma nessun dolore). Prima la dottoressa mi ha comunque visitata, rimanendo abbastanza sconvolta dalle mie tonsille in formato umeboshi… 😀 Tra i miei farmaci niente medicina per lo stomaco, piuttosto c’era un fantastico antidolorifico che mi ha fatto dimenticare il maldischiena che mi trascinavo da Capodanno.

    Attendo con gioia le tue nuove avventureee

    • SirDiC ha detto:

      ahahah che coraggio! io non ci riuscirei mai, preferirei il dolore oppure anche il trattamento mamoru! W la mascherina permanente che ci salva dai malanni!

      • mamoru ha detto:

        Fossi in te spererei di non dover mai scoprire come fanno l’ecografia prostatica (transrettale) in Giappone (ben noto nella cultura popolare per le pratiche di fisting estremo)…..

        😀

        • Palledò ha detto:

          Anni ’90,sono in una cameretta di un ospedaluccio de’ LA Metropoli del Kanto,aspetto il dottore che ritorna dopo il consulto medico appena avvenuto, eccolo con un arnese lucido,metallico,paurosamente cilindrico e di scopo intuitivamente sinistro,in quel momento si avvertono oscillazioni dell’edificio:niente scosse sismiche,è il sottoscritto che si dilegua celermente.

          • SirDiC ha detto:

            Posso avanzare un ipotesi sull’identità dell’arnese: tempo fa mi è capitato tra le mani, per lavoro, un oggetto chiamato qualcosa tipo 前立腺切断機.
            Costituito da una pistola con tanto di mirino, dalla cui canna usciva una manina affilata che zac zac zac. L’unica consolazione è che il tubo era abbastanza sottile…

  3. albino ha detto:

    Ahahah! Io dal dottore qui non ci sono ancora andato, sono allergico ma uso lo zirtec italiano o australiano, e quando sono malato vado di vivin C o tachipirina italiana, e via! XD
    Cmq ho sentito dire di questa cosa dei dottori giapponesi che prescrivono mille medicine… Sarà perché sono così blande che non contano niente??

    • SirDiC ha detto:

      Dicono che le medicine che danno all’ospedale sono piu’ forti di quelle che compri nei drugstore, poi in realta’ non lo so. Ho poi l’impressione che prescrivano psicofarmaci pesanti con una certa facilita’.

      • Palledò ha detto:

        Sul contenuto degli stessi non so ,ma per quanto ne sappia io, la distribuzione dei medicinali è ripartita su quattro rami.
        1) drugs-downstream-plebaglia: sì i drugstore che vedi sia accanto alle macellerie ,pescivendoli o librerie,tanto ben ambienti ormai nelle “michi-eki” assieme ad altri ridenti negoziettini di ninnoli vari. Qui di natura e vezzo ti invitano ad entrare come se tu entrassi in un ristorante o in un bordello,e pertanto l’ “irashiaimase”non manca all’appello. Tu vai a comprarti la medicine per le tue emorroidi lupine e quelli ti dicono sorridenti “benvenuto”.Comprane più che vuoi! Soffri,merdoso,e compra da noi! Dove la parola manca arriva poi la scrittura. Ancora sullo stesso decoroso “o-mise” troviamo il cartello con un inglese cretineggiante su questa affermazione: Medicine per tutti voi! Entrate e servitevi! Ci si potrebbe immaginare il seguito del messaggio : ” Se volete comprare medicine assicuratevi di poter contrarre uno tra i miliardi di tipi di raffreddore razzolando e strofinandovi cogli untori nei nostri treni!”

        2) dispensa al fermo domiciliare. Sì,voi non siete molto esperti ma in Giappone c’è la possibilità di fare stoccaggio di medicinali nella propria casa. Un sinistro personaggio,di solito l’amico dell’amico del vicino, si insinua nella vostra vita privata e riesce,facendo leva su vostra moglie, a piazzare una dispensa di medicinali nella vostra abitazione. Modalità di uso ,consumo e pagamenti restano e nemmeno voglio saperlo,un segreto. Ah, nella dispensa ,stranamente, le medicine gaiginiane sono le grandi assenti. Il viagra lo dovrete riporre a parte,in un’altra dispensa creata appositamente.

        3) Il bancone annesso all’interno degli ospedali:
        Qui il sistema è rigidamente controllato prima dallo statuto interno e poi, se e d’uopo, con quello esterno.
        Dunque se vi ritroverete in mano un pacchettino con le “oblate” sappiate che non è giunta la vostra ultima ora,e che non dovrete assumerle tra il passaggio da questa vita terrena all’altra celeste. Tale ostia serve per incartare la polverina medicinale che vi verrà dispensata colà.
        Non v’azzardate a chieder il Voltaren che vi sputano in faccia! Al suo posto vi dovrete sorbire cuscinetti gelatinosi che hanno fatto la fortuna dell’industria chimica locale.Al pari dei led blu,che ora cercano di piazzarli in sostituzione di quelli verdi(nei semafori).

        4) Le farmacie convenzionate con gli ospedali. Sono proprio adiacenti alla casa madre,spesso sono più nuovi dell’ospedale stesso,al punto che uno si chiede,”però! vender medicine rende!- ‘nvedi che popò di stabile novo e luccicante!- ma con queste divagazioni è meglio che uno non ci si perda tanto,altrimenti vedendo il prospiciente ospedale vecchio e traballante,uno potrebbe far congetture vòlte nel senso opposto.

        p.s decenni fa c’era una diceria, le medicine straniere non erano efficaci,erano troppo grandi,troppo amare,troppo troppo. La tendenza è regredita dopo l’avvento del Viagra. Mondi che cambiano!
        Ma non c’è da meravigliarsi poi più di tanto,siamo in un Paese dove i preservativi vengono venduti a misure di millimetro in millimetro,e gli indumenti di lettera in lettera:ne bastano tre; S,M,L

  4. Nicola ha detto:

    Cose incredibili! E’ l’impero del male! 😀

  5. Luca da osaka ha detto:

    Ma perche vi fate torturare cosi?
    Io vado dallo sciamano e sono sempre apposto.
    magari se serve mi pratico un operazione da solo senza anestesia e usando un semplice coltello da cucina ed uno specchio.
    Questo fa capire quanto sono disposto ad evitare i dottori giapponesi.

  6. Palledò ha detto:

    Ciao! Blog ben fatto,veritiero e scritto da una buona penna.Bravo!
    Per restare sull’argomento,a me non m’è mai capitato di prendere questi raffreddori,di influenze toste sì,ma di raffreddori no.
    Se vuoi ti do la personale interpretazione del perché di cosi tanta e inaspettata solerzia e precisione certosina nel diagnosticare se trattasi anzitempo di uno tra i miliardi di tipi di raffreddori giapponesi,o di influenza : Con il primo vai al lavoro comunque; Hai il semaforo verde per impestare tutti gli altri sul tuo cammino,hai la licenza di untore, ma al lavoro ti ci fanno andare in tutti i casi. Col secondo le cose si invertono,anzi si passa da un estremo all’altro: fleboclisi come antipasto di primo acchito,per passare poi,forse,alla telecamera della televisione locale per arricchire la mole di notizie serali.
    In entrambi i casi, primo e secondo, i soldi in anticipo li vogliono e non si tratta del solito “one coin” ma di “one bill”.

    • SirDiC ha detto:

      Grazie per i complimenti 🙂
      A me prendeva qualcosa che forse non è influenza, ma un febbrone molto debilitante che però passava in un giorno. Anche quella volta era così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *